MacBook - 1

Sono diversi mesi che non aggiorno più il blog, ma ogni promessa è debito: scriverò la mia piccola recensione sul Macbook. E’ forse un bene che impegni vari mi abbiano impedito di scrivere questo post fino ad ora, poiché, come ho avuto modo di sperimentare, alcuni pregi (o difetti) della transizione ad un altro sistema operativo si possono rilevare meglio dopo qualche mese di utilizzo.

Iniziamo con le caratteristiche tecniche: processore Core 2 Duo a 2,4 Ghz, 2 Gb di RAM, Hd da 160 Gb, scheda video Intel X3100, Superdrive, al momento la versione più potente della gamma.

Design e dotazione: 10
Penso che anche il più accanito detrattore di Apple non possa non ammettere che i prodotti di Jobs sono spettacolari dal punto di vista del design: semplice, pulito, senza fronzoli inutili, impreziosito da alcuni eleganti particolari come il caricatore di cd a slot e la melina sul retro dello schermo che si accende durante l’utilizzo.  Unica mancanza, per chi proviene dal mondo PC, i led che indicano le varie funzioni (stato della batteria, accesso al disco, stato del wi-fi, ecc.): sono stati infatti sacrificati sull’altare del design.
Molto curato anche il packaging, confezione scarna ma molto elegante, contenente l’essenziale: CD di installazione del sistema operativo, manuali vari, panno per la pulizia dello schermo, alimentatore MagSafe con una prolunga per l’utilizzo lontano dalla presa di corrente.

Qualità costruttiva: 8
Nel complesso è abbastanza buona, peccato solo per qualche scricchiolio delle plastiche laterali, in corrispondenza delle due viti che fissano il rivestimento del case sul lato sinistro. Potrebbe anche trattarsi di un difetto del mio esemplare, comunque si nota solo premendo con le dita nel punto in questione, quindi non influenza assolutamente il normale utilizzo del notebook.

Schermo: 7,5
Senza infamia e senza lode. E’ abbastanza luminoso e definito, ma come colori e luminosità sfigura un po’ rispetto ad altri portatili che ho avuto modo di provare (ad esempio trovo che gli HP siano spettacolari sotto questo aspetto). A meno che non siate dei grafici professionisti, ci si lavora comunque più che bene; c’è però da dire che su un prodotto da oltre mille euro potevano fare qualche sforzo in più montando un pannello di maggiore qualità.

Tastiera: 7
Vero punto debole di questo portatile. Dal punto di vista della digitazione è molto confortevole, a patto di concedersi un breve periodo di training dovuto alla differente conformazione dei tasti rispetto ai portatili tradizionali. 
Purtroppo però, per esigenze di design, sono stati eliminati diversi tasti: pgup, pgdown, home, fine, ma soprattutto… il tasto CANC. Dire eliminati non è corretto, perché in realtà sono comunque raggiungibili premendo il tasto fn più i direzionali (o il backspace nel caso del CANC). Sta di fatto che sarebbe stato molto più comodo avere i tasti subito a disposizione, specie per il CANC (vitale per chi scrive o lavora sul codice).  

Silenziosità: 9,5
Sotto questo aspetto bisogna dire che gli ingegneri Apple hanno fatto un lavoro magistrale. In ambiente molto silenzioso il MacBook è appena udibile: di default la ventolina di raffreddamento della CPU lavora a 1800rpm e si sente appena il rumore di rotazione dell’hard disk. La rumorosità aumenta quando si sottopone il portatile a compiti particolarmente gravosi, come la codifica di video, che sovraccaricano la CPU. Fino ai 3000rpm il rumore rimane accettabile, oltre inizia a diventare un po’ fastidioso (la ventolina ha un picco di 6000rpm). Va detto comunque che molto difficilmente la ventolina sale a regimi di rotazione elevati: in normali sessioni di lavoro (navigazione internet, videoscrittura, lavoro con Dreamweaver/Photoshop) difficilmente si schioda dai 1800rpm. 
L’eccellente gestione del rumore è dovuta anche all’integrazione con il sistema operativo, che di default viene impostato per privilegiare maggiormente la silenziosità rispetto alle temperature di esercizio. Unico lato negativo di questa scelta è il calore generato dal portatile, abbastanza elevato nella parte inferiore dello schermo e sul lato inferiore del notebook. 

Connettività: 9
MacBook - 2Eccellente anche la connettività. Il bluetooth integrato permette di comunicare col proprio cellulare con una facilità disarmante: nessuna installazione di drivers o pachidermiche suite di connettività come in Windows. Anche l’impostazione del wi-fi viene semplificata al massimo. A proposito di quest’ultimo, può essere disattivato dalla barra di sistema nei momenti in cui non è utilizzato, e attraverso la funzione “Crea network” si può creare una rete wireless alla quale altri computer possono collegarsi. Molto comodo nel caso si debbano scambiare dati tra due notebook e non si abbia a disposizione un cavo di rete. Completano la dotazione: 2 porte USB, 1 Firewire 400, 1 Gigabit Ethernet, 1 Mini-DVI per il collegamento a TV o monitor esterno, ingresso e uscita audio.
Qualche nota negativa sulle porte USB: sono solo due, se si usa il notebook a casa con diverse periferiche USB collegate diventa quasi indispensabile l’acquisto di un hub (fortunatamente reperibile per pochi euro). Altro problema: nelle versioni 10.5.3 e 10.5.4 di Leopard si registrano dei problemi di compatibilità con numerosi modelli di lettori mp3, tra cui il mio Samsung YP-Z5F (che ho comunque da poco sostituito con un iPod). Devo verificare la situazione con l’ultimo aggiornamento di sistema (10.5.5) uscito qualche giorno fa. Il dubbio comunque sorge spontaneo: semplice bug o strategia di marketing per spingere le vendite di iPod?

Batteria: 9,5
Ottima. Sicuramente molto meglio dei precedenti portatili che ho avuto. Le 4,5 ore di produttività dichiarate dalla Apple sono realistiche, anche se ovviamente la durata dipende molto dalle attività svolte col notebook. Secondo le mie esperienze con un utilizzo normale (luminosità media, internet/videoscrittura e wi-fi attivo) si arriva tranquillamente sulle 4 ore; in generale si va da un minimo di 3 ore a poco oltre le 5 ore. 
Molto importante anche il fatto che il portatile dispone di un sistema che scollega completamente la batteria quando essa ha una carica superiore al 95% e l’alimentatore è collegato: questo permette di usare per giornate intere il MacBook attaccato alla corrente senza il timore di rovinare la batteria.  

Sistema operativo: 8,5
Leopard è stato spesso definito dalla stampa specializzata come il migliore sistema operativo del mondo, e il video introduttivo sul sito Apple fa di tutto per infondere questa convinzione al potenziale cliente (ebbene si, con quel video sono riusciti a far capitolare anche un irriducibile di Windows come me).
Dopo mesi di utilizzo devo dire che è un ottimo sistema, ma anche Leopard ha i suoi difetti, esattamente come gli altri sistemi operativi. Tra i pregi possiamo annoverare: cura estrema dell’aspetto grafico (anche se personalmente la colorazione grigia delle finestre non mi fa impazzire), perfetta integrazione con l’hardware (non potrebbe essere che così, vista la gamma limitata di macchine su cui viene installato), integrazione esemplare tra le diverse applicazioni di casa Apple, e in generale si ha la sensazione che sia stato speso molto tempo per migliorare l’usabilità e facilitare all’utente le operazioni più comuni. Tanto per fare un esempio: Spotlight. Si tratta di un sistema di ricerca, presente nella barra di sistema e accessibile da ogni finestra del Finder (l’equivalente di Esplora Risorse di Windows), che permette di trovare in pochi secondi documenti, musica, filmati, immagini, messaggi di posta elettronica, e di lanciare le applicazioni. Scordatevi le ricerche interminabili tra le cartelle di Windows, o la ridicola funzione di ricerca di XP: in pochi secondi troverete tutto quello che vi serve. I nuovi contenuti vengono rapidamente indicizzati (senza le decine di minuti di lavoro dell’hard disk di Windows) e alcune applicazioni hanno la capacità di integrarsi con Spotlight (per esempio alcuni RSS reader offrono la possibilità di effettuare ricerche all’interno dei feed direttamente da Spotlight, senza dover aprire il programma). Sono presenti anche molte altre comodità per rendere più veloce il recupero delle informazioni e i passaggi di dati tra le vari applicazioni: per avere qualche esempio potete guardare il video introduttivo sul sito Apple.
La velocità del sistema è in generale buona, anche se alcuni utenti Mac di vecchia data sostengono che le precedenti versioni di Mac OS X fossero più scattanti. Non eccelsa la velocità di avvio del sistema, mentre lo spegnimento è quasi istantaneo. Molto comoda la possibilità di “mettere in stop” il proprio Mac: è una sorta di stand by, che tiene acceso solo il circuito di alimentazione delle RAM: mantenuto in uno stato di perfetto silenzio (e bassissimo consumo), alla pressione di un tasto (o muovendo il mouse) il portatile si riattiva in un paio di secondi e ci ripropone il nostro ambiente di lavoro nelle esatte condizioni in cui lo avevamo lasciato. Degni di nota sono anche la capacità di sopportare elevati carichi di lavoro (anche con molte applicazioni aperte il sistema non da segni di squilibrio o rallentamenti, addirittura anche con Windows XP aperto in macchina virtuale non si hanno rallentamenti di sorta) e la capacità di non “appesantirsi” anche dopo mesi di utilizzo (e installazione di numerose applicazioni). 
Il rovescio della medaglia – e, se vogliamo, il principale “difetto” di Leopard – è la scarsa possibilità di personalizzazione. Spesso ci si trova a dover rinunciare ad alcune possibilità (o si è forzati a cambiare procedura per fare qualcosa) semplicemente perché “Apple ha deciso così”. Spesso si è costretti anche all’acquisto di altre utility per sopperire ad alcune carenze del sistema operativo. Ad esempio, per la personalizzazione delle icone di sistema, o per la gestione di archivi compressi (ZIP): cifre irrisorie (per Mac si trovano molti programmini interessanti al di sotto dei 20$, poco più di 10€ per noi), però sono funzionalità che potevano essere facilmente inserite di default nel sistema operativo.
Altri difetti sono la non perfetta compatibilità con alcuni formati audio/video e con alcune periferiche USB (ad esempio lettori mp3, come detto prima), e qualche difficoltà nella gestione della rete con altri PC.
Va anche detto che dopo quasi 20 anni di Windows si sono acquisite molte abitudini ed è necessario un periodo di apprendimento per abituarsi al nuovo sistema operativo: alcune cose che mi sembravano folli nei primi giorni di utilizzo sono ora diventate perfettamente normali, e anzi mi sento disorientato quando ritorno su Windows e non trovo la mia dock, Exposé o gli angoli attivi dello schermo.
Giusto a titolo di esempio: su Windows siamo abituati a gestire la nostra libreria musicale basandoci sull’organizzazione fisica dei file, rinominando file e cartelle con un nostro criterio di ordinamento. Su iTunes il principio è completamento opposto: i file possono anche restare in un’unica cartella, l’organizzazione avviene esclusivamente tramite tag (autore, titolo, anno, genere, classifica, ecc.). Inizialmente il taggare tutta la propria libreria può sembrare un’operazione folle (e anche abbastanza lunga e seccante), ma una volta fatto ci si accorge di quanto risulti comodo e pratico questo tipo di gestione. 

Ottime anche le applicazioni della suite iLife, compresa nell’acquisto del Mac: offrono praticamente tutto quello che serve all’utente medio: gestione di musica, foto, impegni e quant’altro. Molto buona anche la sincronizzazione con i dispositivi Apple (ad esempio iPod), che una volta collegati vengono automaticamente sincronizzati con i contenuti presenti sul Mac.

Nel complesso il giudizio sul Mac Book è pienamente positivo, sia per quanto riguarda l’hardware che per quanto riguarda il software: ho resistito persino alla tentazione di installare Vista in dual boot, segno che comunque Leopard è una validissima alternativa anche per chi, come me, viene da anni di Windows; ogni tanto mi trovo a dover avviare XP, rigorosamente in macchina virtuale, per lavoro… ma non ne sento particolarmente la mancanza :)