Califano

Quando ero piccolo e guardavamo il tg della sera, mio padre scherzava dicendo “se vinco ar totocalcio me faccio ‘a Maserati”.
Non ha mai vinto. E se anche avesse vinto, non avrebbe mai speso soldi per una macchina, che continua a chiamare (poco) affettuosamente “il poggiaculo”. Il simpatico vecchietto qui sopra, per sua stessa ammissione, non si è mai fatto mancare nulla:

In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l’obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all’Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente).

Ora piange miseria perché, grazie ai diritti d’autore percepiti per le sue produzioni di inequivocabile valore artistico (!), è costretto a sopravvivere con appena 20.000 euro all’anno, quasi 1700 euro al mese.  Molto più dello stipendio di un impiegato medio, quasi il triplo della pensione del classico vecchietto col cappello, o il quadruplo delle paghette al nero di un precario in carriera.
‘a Califà… te ce manno io o ce vai da solo?