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Wi-fi antisismico: istruzioni per l’uso

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Dopo il terremoto di questa mattina, in molti hanno consigliato a chi ne avesse la possibilità di aprire la propria rete wi-fi per facilitare le comunicazioni nelle zone colpite dal sisma. Ottimo suggerimento, se non fosse che alcuni giornali e gestori telefonici hanno subito postato su Facebook e Twitter consigliando di fare un reset del router per “aprire” la propria rete: NON FATELO!
Il reset può essere la soluzione adatta in alcuni tipi di apparati che escono dalla fabbrica già preimpostati (es. HAG Fastweb, Alice, ecc.), mentre per i router configurati dall’utente il reset comporta quasi sempre la necessità di reimpostare tutti i parametri di connessione; un’operazione semplicissima per chi ha un minimo di dimestichezza, ma che risulterebbe impossibile per chi non è in grado di farla ed è corso a resettare il router dopo averlo letto su Facebook.
Senza contare che la maggior parte dei router ha due tipi di reset: “soft reset” e “hard reset” (dipendono dal numero di secondi che tenete premuto il pulsantino sul retro), il secondo fa “tabula rasa” di tutte le impostazioni del vostro router.
In parole povere: se cancellate le impostazioni di connessione e non siete in grado di ripristinarle, anziché agevolare le comunicazioni sareste i primi ad esserne tagliati fuori.

Per aprire la vostra rete wi-fi potete provare una di queste soluzioni:
- se avete una Vodafone station, trovate la procedura qui: http://lab.vodafone.it/news/2012/05/29/terremoto-nord-italia-come-rendere-accessibile-wifi-di-vodafone-station-e-vodafone-station-2/
- se avete Fastweb con modem a noleggio, la gestione del wi-fi si fa direttamente dalla MyFastpage, collegandosi a www.fastweb.it e andando su Servizi Personali > Gestione Abbonamento > Configura wi-fi; se non avete Fastweb ma un altro gestore con router proprietario a noleggio, verificate se esiste qualche procedura per impostare la password wi-fi direttamente dal proprio account;
- se avete un router vostro, dovete entrare nel pannello di configurazione, aprendo il browser e digitando l’indirizzo di amministrazione del router (solitamente 192.168.1.1, 192.168.0.1 o 192.168.100.1, potete trovarlo sul manuale oppure leggendo la voce “Gateway” riportata nei dettagli della connessione in “Risorse di rete > Connessioni di rete” o su “Visualizza stato” nel “Centro connessioni di rete e condivisioni”); inserite utente e password (li trovate sul router stesso, sul manuale o sul cd di configurazione) e quindi cercate la sezione di gestione del Wi-Fi rimuovendo le protezioni. Occhio a rimuovere, oltre alla password, eventuali filtri che avete messo sul MAC Address (in caso contrario, gli altri vedranno la vostra rete libera ma non riusciranno comunque a collegarsi e navigare).
- se avete un Apple Airport express, dovete lanciare il programma Airport Utility, che si trova nella cartella Utility del disco fisso. Si seleziona l’icona dell’Airport, si sceglie la scheda Wireless e alla voce “sicurezza wireless” si seleziona “nessuna”.

In sostanza, la cosa migliore da fare è seguire le istruzioni del vostro router, lasciando perdere reset e altre follie consigliate dai giornali.



Come Facebook ha cambiato il web design

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Facebook

E’ inutile negarlo, ormai siamo tutti un po’ Facebook-dipendenti, chi più chi meno; ci passiamo gran parte della nostra giornata, siamo sempre lì a sperare in un like o in una notifica, a condividere l’ultima foto scattata o l’ultimo link letto, ed è la prima app che installiamo sullo smartphone appena comprato.
1 utente su 13 nel mondo ha un account Facebook, 900 milioni di utenti attivi, 300 milioni di foto caricate giornalmente, 3,2 miliardi di like e commenti, 488 milioni di utenti che usano Facebook su dispositivi mobile. Numeri da capogiro. Praticamente gli unici superstiti sono i digital-divisi, i tecnofobi, e i nerd che lo ritengono meno eccitante di Linux e della riga di comando.
Qualcuno ha anche studiato i sintomi della dipendenza da Facebook e, come prevedibile, i risultati sono un po’ inquietanti.

La deformazione professionale ti porta però a guardare il tutto da un altro punto di vista. E’ un po’ come quando studi marketing o comunicazione pubblicitaria all’università: dopo aver esplorato i segreti della piramide di Maslow capisci che l’idiota che blatera nella pubblicità dell’acqua, gli spot odiosi delle compagnie telefoniche e perfino l’adolescente isterica dello spot Ikea che ti fa venire voglia di spaccare a colpi di accetta tutto il mobilio di casa hanno un loro perché.
Si può discutere sull’utilità di Facebook, sulla sua influenza sui comportamenti umani e sulle relazioni sociali, ma è innegabile che la sua diffusione abbia influito molto sul web design e sulla progettazione delle interfacce moderne, a volte in modo positivo, a volte meno. Non è sempre stato così (le prime versioni di Facebook erano raccapriccianti), ma man mano che il social network cresceva è stato fatto molto in termini di perfezionamento dell’interfaccia; per un web designer vale la pena evidenziare quello che di buono è stato fatto dal ricchissimo ventottenne riccioluto e dal suo staff di tecnici.

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