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Signori bambini

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(Signori bambini, di Daniel Pennac)


“Immaginazione non significa menzogna!” urla il terribile professor Crastaing mentre la sua cartella “vomita i compiti sulla cattedra”. Nello stesso momento tre dei suoi studenti, Igor, Joseph e Nourdine, in segno di ribellione nei confronti dell’odiato insegnante, disegnano una folla inferocita che marcia dietro ad uno striscione che recita “Crastaing farabutto, pagherai caro, pagherai tutto”.
Una volta scoperto il disegno, il professor Crastaing non esita a dare un tema punitivo ai tre studenti: dovranno immaginare un’ipotetico scambio di ruoli tra genitori e bambini, e raccontarne il seguito.
Per ironia della sorte, lo scambio avverrà realmente: i bambini che hanno svolto il tema si tramuteranno in adulti, i genitori, un poliziotto e lo stesso professor Crastaing si ritroveranno invece bambini.
Le divertenti vicende dei tre neo-adulti vengono narrate dal padre di Igor, Pierre, morto di Aids a causa di una trasfusione, dalla sua tomba nel cimitero Père Lachaise; alla fine sarà egli stesso a suggerire al figlio la soluzione per porre fine allo scambio di ruoli, e sorgerà il dubbio che sia stato proprio Pierre ad organizzare il tutto per restituire alla famiglia un po’ della felicità venuta a mancare dopo la sua morte.

Piccola curiosità: Pennac e l’amico regista Pierre Boutron si sono lanciati nella sfida di raccontare, ciascuno a suo modo, la stessa storia. Unica regola della sfida: l’uno non doveva vedere il film prima che l’altro avesse pubblicato il libro, e viceversa.



La lunga notte del dr. Galvan

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(La lunga notte del dottor Galvan, Daniel Pennac)

Il dottor Gérard Galvan, medico di guardia, è solito trascorrere le sue giornate a fantasticare sulla sua futura carriera. Egli racconta ad un misterioso interlocutore la sua ossessione per il biglietto da visita, minuscolo pezzo di cartoncino che segna la fine della gavetta e l’inizio della carriera da illustre specialista.
In una notte in cui si trova di guardia alla clinica universitaria Postel-Couperin, Galvan si trova a dover fronteggiare un paziente che continua a ripetere, con un filo di voce: “non mi sento tanto bene”. Si tratta in realtà di un paziente terribile, che presenta i sintomi di molte malattie diverse e che tiene il dottor Galvan e i suoi colleghi impegnati per tutta la notte. Il mattino seguente è il paziente stesso a dare una spiegazione di quanto successo: spiegazione che causa l’ira del dottor Galvan, e che lo porta a perdere il suo posto di lavoro.

Un racconto breve ma gradevole; come spesso capita, da’ l’impressione che oltre alla trama divertente ci sia qualche significato da leggere tra le righe, la cui ricerca viene lasciata al lettore.



American Psycho

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Per l’ultimo esame ho dovuto leggere American Psycho, famoso romanzo di Bret Easton Ellis.

Il protagonista, un certo Patrick Bateman, è un ricco 26enne che lavora a Wall Street; dalla personalità molto particolare, ha un’attenzione quasi maniacale per la cura del corpo, così come per la scelta di vestiti (ogni sua giornata e ogni suo incontro con altre persone passa attraverso la minuziosa descrizione dei capi d’abbigliamento indossati) o dei gadget tecnologici che riempiono il suo favoloso loft situato in pieno centro di New York.
Dopo esercizi in palestra, impegni di lavoro, sedute dalla visagista, le sue giornate si concludono in una corsa sfrenata alla ricerca dei locali più esclusivi della città dove incontrare gli amici, la sua bella e ricca fidanzata Evelyn, o la ragazza di turno da rimorchiare; nei ritagli di tempo passa in tintoria a ritirare le sue pregiate camicie e giacche, al videonoleggio per restituire “Omicidio a luci rosse”, noleggiato oltre 35 volte, o guarda le registrazioni del Patty Winters Show, suo programma preferito.
Tra una riga di coca e un J&B On the Rocks con ghiaccio, le serate con gli amici trascorrono in oziose conversazioni sull’eleganza maschile, sulle ragazze, sulla cucina dei vari ristoranti, sui successi professionali dei colleghi.
Ma Patrick non è in realtà la persona per bene che cerca di sembrare, il “ragazzo della porta accanto”, come lo definisce la sua fidanzata. Dietro la sua apparente normalità si cela un folle omicida che non esita ad uccidere, torturare e fare a pezzi uomini, ragazze, bambini, barboni, cani, e chiunque altro abbia la sfortuna di causare un’esplosione della sua ira; una persona quasi incapace di provare qualunque sentimento, insoddisfatta della sua vita e della sua malvagità al tempo stesso.

E’ un libro interessante, fa un ritratto molto fedele di un mondo dove il denaro e l’apparire sono gli unici valori rimasti; troppo cruente, secondo me, le descrizioni delle folli imprese del protagonista: omicidi e torture sono descritti in maniera anche troppo dettagliata. Se non siete particolarmente impressionabili, ne consiglio comunque la lettura :)



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