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	<title>pierino84.com blog &#187; Pensieri</title>
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	<description>Il blog di Pier Antonio</description>
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		<title>Le Frecce Italiane</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 23:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella vita di ogni terrone emigrato al nord c&#8217;è un evento che si ripete regolarmente, puntuale come l&#8217;influenza, il lunedì e il conguaglio IRPEF di fine anno: il ritorno a casa per le vacanze di Natale. Il terrone sente nostalgia della propria terra natia, dei genitori, delle consuete litigate natalizie, dei &#8220;copriti la testa&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/12/frecce_italiane.jpg" alt="Le frecce italiane" title="Le frecce italiane" class="bordered size-full wp-image-421" style="border: 1px solid #D5E6AC; padding: 3px" width="490" height="303" /></p>
<p>Nella vita di ogni terrone emigrato al nord c&#8217;è un evento che si ripete regolarmente, puntuale come l&#8217;influenza, il lunedì e il conguaglio IRPEF di fine anno: il ritorno a casa per le vacanze di Natale. Il terrone sente nostalgia della propria terra natia, dei genitori, delle consuete litigate natalizie, dei &#8220;copriti la testa&#8221; e &#8220;attento ad attraversare la strada&#8221; che sulla soglia dei 30 anni sono una mano santa per l&#8217;autostima.</p>
<p>Il terrone si precipita allora a fare i biglietti, e come ogni anno la scelta ricade sul treno; quest&#8217;anno ha a disposizione non uno ma ben due portali per pianificare il suo rientro in terronia: trenitalia.it e il nuovissimo lefrecce.it.<br />
Già il fatto che esistano due portali per vendere la stessa identica cosa con due processi d&#8217;acquisto differenti fa capire molte cose.<br />
Viste le terribili esperienze col vecchio trenitalia.it, decido di provare quello nuovo. Finalmente si sono decisi a inserire la ricerca del miglior prezzo, invece di costringerti ad aprire la scheda di ogni singola soluzione di viaggio per vedere le tariffe disponibili. In un impeto di ottimismo mi illudo che abbiano capito che vanno mostrati solo treni e tariffe effettivamente disponibili: speranza vana. Puoi selezionarli tutti subito, ma quando clicchi su &#8220;Procedi&#8221; ti dice che non ci sono posti disponibili e devi andare per tentativi finché non trovi un treno/tariffa effettivamente acquistabile.<br />
Le tariffe &#8220;Mini&#8221; sono una delle più grandi prese per il culo nella storia delle ferrovie italiane: tariffe super scontate ma &#8220;in numero limitato&#8221;: in pratica ce ne sono due per ogni treno, introvabili a meno di non prenotare con un anno di anticipo. Clicco sulla tariffa normale, e magicamente il posto si trova. Già che ci sono, penso di fare anche il ritorno; clicco su &#8220;Aggiungi ritorno&#8221;, reinserisco stazioni, data e fascia oraria, ma non c&#8217;è verso, continua a farmi vedere le soluzioni per l&#8217;andata e la fascia oraria sbagliata.<br />
Mi punge il dubbio che forse ho sbagliato qualcosa, o che l&#8217;età inizia a farsi sentire! Ricomincio da capo e stavolta metto da subito andata e ritorno; tutto fila liscio, ma quando arrivo al carrello per pagare mi appare &#8220;Errore 406: posti non disponibili&#8221;!<br />
Ma &#8220;posti non disponibili&#8221; per l&#8217;andata o per il ritorno? Non si può sapere, è una specie di roulette russa, ne devi eliminare uno, sperare che sia quello giusto e rifare la procedura di scelta viaggio.<br />
In conclusione, abbiamo capito che il nuovo sito è &#8216;na sòla, forse ci stanno ancora lavorando, forse è stato realizzato da una mandria di scimmie ammaestrate, comunque sia non va: riprovo con quello vecchio.<br />
Dopo tutta la trafila, arrivo al pagamento con carta di credito: qui il sito (Unicredit?) è proprio del &#8217;32, non guardo il sorgente ma dico sulla fiducia che è fatto a tabelle.<br />
Metto tutti i dati, nome, cognome, numero carta, codice di verifica, data di scadenza.<br />
&#8220;Cliccamelo!&#8221;, direbbe un mio collega. E io clicco: &#8220;SESSIONE SCADUTA&#8221;.<br />
Inizio a bestemmiare in lingue morte, rifaccio la procedura per la quarta volta e alla fine, dopo una quarantina di minuti, riesco ad acquistare il mio biglietto.<br />
In basso campeggia un bel link &#8220;Accessibilità&#8221;, con tutta la pappardella sugli accorgimenti utilizzati per rendere il sito &#8220;accessibile&#8221;. Ma prima di renderlo accessibile ai disabili, non sarebbe meglio cercare di fare un sito che semplicemente FUNZIONA anche per le persone normali? </p>
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		<title>Il gioco del silenzio</title>
		<link>http://blog.pierino84.com/2011/10/04/il-gioco-del-silenzio/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 22:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di ieri la notizia che Vasco Rossi, beato lui, ha denunciato e costretto alla chiusura il sito Nonciclopedia. Che cazzo, ha fatto bene! Come si permettono di offendere un povero pensionato, persona umile e rispettosa degli altri (!), che si prodiga per deliziarci quotidianamente con i suoi fantastici &#8220;clippini&#8221; sul &#8220;vibratore cervica&#8230; [eeeeeh!] cerebrale&#8220;? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/10/insert_brain.jpg" alt="Il gioco del silenzio" title="Il gioco del silenzio" width="500" height="331" class="alignnone size-full wp-image-408" /></p>
<p>E&#8217; di ieri la notizia che Vasco Rossi, beato lui, ha <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_ottobre_03/vasco-chiude-nonciclopedia-cruccu_581e6e8c-edaf-11e0-8721-690dea02417b.shtml">denunciato</a> e costretto alla chiusura il sito <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale">Nonciclopedia</a>.<br />
Che cazzo, ha fatto bene! Come si permettono di offendere un povero pensionato, persona umile e rispettosa degli altri (!), che si prodiga per deliziarci quotidianamente con i suoi fantastici &#8220;clippini&#8221; sul &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JSHp8PtNOk0">vibratore cervica&#8230; [eeeeeh!] cerebrale</a>&#8220;? D&#8217;altra parte, poveretto, per arrotondare la magra pensione qualcosa si dovrà pure inventare!<br />
Oggi il sito riapre, Vasco promette di ritirare la querela (dopo essere stato sputtanato ovunque e aver ricevuto migliaia di tweet con hashtag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23vascomerda">#vascomerda</a>), ma arriva un&#8217;altra (auto)sospensione, stavolta un po&#8217; più illustre: quella di <a href="http://www.wikipedia.it">Wikipedia Italia</a>.<br />
Sulla pagina della famosa enciclopedia appare un lungo comunicato stampa, che ci riassume le principali novità del nuovo decreto al vaglio del Parlamento in questi giorni: sostanzialmente la nuova legge prevede l&#8217;obbligo di rettifica entro 48 ore, e la richiesta non dovrà essere formulata da un giudice, ma da chiunque si ritenga &#8220;offeso&#8221; da quanto hai scritto.<br />
Le sanzioni? Fino a 12 mila euro. Tutto normale, in un paese in cui un &#8220;onorevole&#8221; minaccia azioni legali contro gli utenti che gli danno del mafioso su Youtube, salvo poi finire in carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra un paio d&#8217;anni dopo.</p>
<p>Forse sarà l&#8217;ennesimo polverone all&#8217;italiana, un po&#8217; come quando uscì la legge Urbani sul download illegale e tutti continuarono a scaricare a man bassa, e l&#8217;unico ad essere denunciato <a href="http://chartitalia.blogspot.com/2004/06/urbani-denunciato-per-violazione-del.html">fu lui stesso</a>.<br />
O forse no, e allora saranno in molti a scegliere di non scrivere più nulla per paura di dover sborsare metà del proprio reddito annuale per risarcire qualcuno che si sente &#8220;offeso&#8221;.<br />
Penso al mio povero blog, faticosamente autofinanziato, con articoli scritti ad orari improponibili solo per la gioia dei miei 2,5 lettori. Che succederebbe se qualcuno si sentisse offeso? Quelli di Fastweb verrebbero a strapparmi la fibra ottica a mani nude perché ho scritto che mi frantumano le balle con le telefonate commerciali? Califano mi querelerebbe perché gli ho dato pubblicamente del pirla in uno degli ultimi post? La Fox mi farebbe causa perché ho usato delle immagini di Homer Simpson in mutande in apertura del post di buoni propositi del 2010? Mi ritroverei Mister Seduzione sotto casa con l&#8217;accetta in mano (e il &#8220;Manuale di seduzione passiva&#8221; nell&#8217;altra)?<br />
O mi dovrei autosospendere anch&#8217;io?</p>
<p>By the way, se qualcuno volesse insultarmi nei commenti o sul proprio blog si senta libero di farlo, con una decina di querele a 12 mila euro l&#8217;una mi faccio un bel villino in campagna e mi libero pure dei vicini molesti che hanno la tv ancora accesa a mezzanotte, beati loro!</p>
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		<title>Stronzate burocratiche</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 23:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Stronzate burocratiche!&#8221; Era questa la frase con cui un mio zio liquidava ogni tassa, balzello, bolletta o bollettino che gli arrivava per posta. Dopo una breve ricerca degli occhiali abilmente dimenticati da qualche parte, arricciava gli occhi e avvicinava la busta davanti al naso, tentando di indovinarne il contenuto al tatto; una volta aperta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/07/stronzate-burocratiche.jpg"><img src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/07/stronzate-burocratiche.jpg" alt="Stronzate burocratiche" title="Stronzate burocratiche" width="500" height="387" style="border: 1px solid #D5E6AC; padding: 3px" class="alignnone size-full wp-image-383" /></a></p>
<p>&#8220;Stronzate burocratiche!&#8221;<br />
Era questa la frase con cui un mio zio liquidava ogni tassa, balzello, bolletta o bollettino che gli arrivava per posta. Dopo una breve ricerca degli occhiali abilmente dimenticati da qualche parte, arricciava gli occhi e avvicinava la busta davanti al naso, tentando di indovinarne il contenuto al tatto; una volta aperta e lette le prime righe, nel giro di pochi secondi veniva fatta a pezzi al grido di &#8220;Stronzate burocratiche!&#8221;, tra le risate dei parenti che già conoscevano il finale della scena.<br />
Pur avendo avuto un così valido maestro, e avendo acquisito un&#8217;esperienza pluriennale nel settore &#8220;stronzate burocratiche&#8221; grazie a tasse, 730, burocrazia universitaria ed iscrizione obbligatoria all&#8217;inutilissima Almalaurea, devo ammettere che c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da imparare.<br />
<span id="more-379"></span></p>
<p>Come i miei fedelissimi lettori sapranno, ultimamente dei simpatici operatori/trici mi stressano con chiamate sul cellulare e sul fisso per propormi abbonamenti o promozioni; almeno 2-3 chiamate a settimana sul cellulare, più una chiamata al giorno da numero riservato sul cordless di casa. Senza fare nomi, si tratta di Fastweb, TeleTu (ex TeleBue, ehm, TeleDue) e Vodafone. Ultimamente sono anche più insistenti, il sano e genuino vaffanculo non sortisce alcun effetto, prima di andarci ti trattengono per  sapere perché ce li hai mandati (!) e qual è la tariffa che hai con il tuo attuale gestore.<br />
Mentre sto poltrendo sul divano, stremato dal caldo, dalle zanzare e dalle telefonate moleste, mi passa davanti lo spot del &#8220;Registro delle opposizioni&#8221;, quello in cui c&#8217;è un idiota pelato vestito di rosso che fa &#8220;driin driin driiiiin&#8221; mentre il suo amico pirla di fianco ti spiega che iscrivendoti al magico registro puoi porre fine alle telefonate indesiderate.<br />
Mi collego subito al sito e vado a leggere di cosa si tratta. Ti spiegano che in Italia il legislatore ha scelto il sistema dell&#8217;<em>opt-out</em>: tradotto, vuol dire che di base i vari gestori telefonici sono autorizzati a romperti i coglioni, ma siccome sono magnanimi ti concedono di opporti (a differenza del più logico <em>opt-in</em>, dove sei tu che devi autorizzarli a contattarti).<br />
In ogni caso decido di provarci, compilo il modulino di adesione e mi appare il seguente messaggio:</p>
<p><em>&#8220;Non è possibile procedere con l&#8217;operazione richiesta in quanto la numerazione non risulta presente negli elenchi pubblici aggiornati: si ricorda che il servizio è riservato agli abbonati che hanno dato il consenso all&#8217;inserimento della propria utenza telefonica negli elenchi pubblici.&#8221;</em></p>
<p>Spulciando le FAQ si scopre che:<br />
- il servizio vale solo per numeri presenti negli elenchi pubblici (alzino la mano quanti hanno messo il proprio numero di cellulare su un elenco pubblico), quindi il tuo gestore o altri operatori che riescono ad avere il tuo numero da altre fonti possono tranquillamente continuare a romperti le balle; nel mio caso Fastweb ha il mio cellulare lasciato a suo tempo per prendere appuntamento per l&#8217;attivazione della linea di casa, e lo sfrutta per tartassarmi nella speranza di convincermi a passare a Fastweb Mobile;<br />
- il servizio non copre il caso in cui tu abbia prestato un qualche consenso all&#8217;uso del tuo numero, in pratica i check obbligatori al consenso sul trattamento dei dati personali, obbligatori nella stipula di più o meno qualunque contratto;<br />
- in aggiunta, molti operatori e agenzie di telemarketing hanno accesso a dei vecchi database di numerazioni creati prima che iniziasse la regolamentazione del settore (prima del 2005), quindi chi come me ha lo stesso numero dal 2001 risulta già fregato in partenza.</p>
<p>Quindi, a che serve sto registro? Opposizioni de che? Che vor dì?<br />
Come direbbe la mitica Sora Lella, &#8220;Vor dì che te la piji nder culo&#8221;.</p>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/UthHtatPhCQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Gli alberi di ferro</title>
		<link>http://blog.pierino84.com/2011/04/12/gli-alberi-di-ferro/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 19:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho finito giusto stamattina &#8211; in un contesto consono al tipo di lettura, ossia al cesso &#8211; di sfogliare il libercolo elettorale dell&#8217;amica Letizia, stampato a spese del contribuente e tempestivamente recapitato nelle case meneghine in vista delle prossime elezioni. Nel libercolo di cui sopra, abilmente riciclato come ferma-tavolinomoncodellacucina, è evidentemente sfuggita per esigenze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/04/cuorebosco2.jpg" alt="CuoreBosco" title="CuoreBosco" class="alignleft size-full wp-image-367" style="margin-right: 50px; margin-bottom: 15px" />Ho finito giusto stamattina &#8211; in un contesto consono al tipo di lettura, ossia al cesso &#8211; di sfogliare il libercolo elettorale dell&#8217;amica Letizia, stampato a spese del contribuente e tempestivamente recapitato nelle case meneghine in vista delle prossime elezioni. Nel libercolo di cui sopra, abilmente riciclato come ferma-tavolinomoncodellacucina, è evidentemente sfuggita per esigenze di stampa una delle ultime meraviglie milanesi: il CuoreBosco.<br />
Già da qualche giorno mi stavo chiedendo cosa potessero essere gli orribili piloni di ferro montati in piazza San Fedele; oggi i lavori sono quasi finiti, e finalmente sono state inserite delle scritte per placare la curiosità di noi poveri terroni trapiantati a Milano.<br />
Scopro quindi che la centralissima piazza San Fedele era anticamente uno dei due cuori della città, quello celtico (l&#8217;altro era quello romano, l’attuale area intorno alla Pinacoteca Ambrosiana).<br />
I Celti, chiamali fessi, se la spassavano in un bosco sacro in cui &#8220;stanziavano cardellini, codibugnoli, upupe, codirossi, ballerine bianche&#8221;.<br />
Ora il bosco è sparito; è rimasta solo la piazza, i codibugnoli e i codirossi sono stati pensionati e sostituiti dal più moderno casino del traffico e dei clacson.<br />
Fortunatamente ci viene in aiuto l&#8217;illustre architetto Attilio Stocchi: il suo allestimento multimediale &#8220;si accenderà tutte le sere dal 12 al 17 aprile per mostrare allo spettatore un nuovo visionario theatrum naturae&#8221;. </p>
<blockquote><p>
«Grazie a una sofisticata sincronizzazione di immagini, luci e suoni &#8211; spiega ancora l’architetto Stocchi &#8211; ho voluto realizzare un ambiente che lo spettatore potrà vivere in diretta attraversando sei episodi della giornata, dall’alba alla notte, partecipando ai dialoghi fra il codirosso e la ballerina bianca, al tambureggiare del picchio seguito dalla ghiandaia, assistere alla gara fra la famiglia dei turdidi e quella dei fringillidi, ascoltare le grida della civetta al passaggio delle lucciole. Un gioco di trasformazione di luce in suono, e viceversa, in cui le voci animali interagiscono con le scale cromatiche di tutti i verdi della foresta»
</p></blockquote>
<p>Insomma, è un po&#8217; come quando da piccolo fai il disegno della donnina con due stecchini al posto delle gambe e la casetta con quattro stanghette sbilenche, e la maestra cerca di convincerti che sono una bellissima principessa e un favoloso castello; sul momento ti senti un po&#8217; preso per il culo, ma tutto sommato ti piace immaginare che quelli siano effettivamente una bellissima principessa e un favoloso castello.<br />
Così i milanesi che attraverseranno la piazza di ritorno da un&#8217;intensa giornata di lavoro, ancora in giacca e cravatta e con il Blackberry in mano, potranno immaginare di essere immersi nella natura, che quei pezzi di ferro siano dei veri alberi, che i suoni registrati siano veri uccelli e che i giochi di luce siano veri momenti della giornata.<br />
Nei prossimi giorni andrò comunque a vederlo, il risultato dev&#8217;essere simpatico, ma&#8230; non era il caso di mettere in giro qualche albero vero in più, visto che un paio d&#8217;anni fa qualcuno si era anche preso la briga di presentare un <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/renzo-piano:-ecco-il-mio-progetto-per-fare-di-milano-la-citta-del-verde/1797671">progetto</a> per rinverdire il centro di Milano?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;Pio Affitto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 23:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Pio&#8221; nel senso de &#8220;pio tutto&#8221;, come recita il poeta. Tra le tette della nipote di Mubarak e qualche culo, nei giorni scorsi è spuntato il &#8220;nuovo&#8221; scandalo degli affitti milanesi. Ebbene si, dopo aver trovato nella buca della posta un biglietto con scritto &#8220;comunico interesse all&#8217;acquisto della sua (!) casa&#8221; e un altro con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-316" style="border: 1px solid #D5E6AC; padding: 3px" title="Renato Pozzetto in 'Il ragazzo di campagna'" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/02/pozzetto_taac.jpg" alt="Renato Pozzetto in 'Il ragazzo di campagna'" width="500" height="250" /></p>
<p>&#8220;Pio&#8221; nel senso de &#8220;pio tutto&#8221;, come recita il poeta.<br />
Tra le tette della nipote di Mubarak e qualche culo, nei giorni scorsi è spuntato il &#8220;nuovo&#8221; scandalo degli affitti milanesi. Ebbene si, dopo aver trovato nella buca della posta un biglietto con scritto &#8220;comunico interesse all&#8217;acquisto della sua (!) casa&#8221; e un altro con scritto &#8220;cosa fare quando la sicurezza di un impiego si trasforma in insicurezza&#8221;, sono dell&#8217;umore giusto per un post semiserio.<br />
Dicevamo: il Pio Albergo Trivulzio, un ospizio per amabili vecchietti in carrozzella, affitta a prezzi stracciati case di lusso in zone centrali della città. Probabilmente gli appartamenti concessi a prezzi del genere a politici e imprenditori straricchi sono un&#8217;alternativa alla cara e vecchia mazzetta, ma per ora non ci sono ipotesi di reato e si indaga. Tradotto, vuol dire che si saprà qualcosa tra altri 15 anni e nessuno finirà dentro, ma è giusto che si indaghi.<br />
<span id="more-313"></span></p>
<p>Nessuno invece indaga sul fenomeno contrario, cioè su proprietari e agenzie immobiliari che a Milano (e in tante altre città d&#8217;Italia) affittano case a prezzi scandalosi: affitti al nero, buchi di 18mq affittati a 7-800€ e oltre, fideiussioni, agenzie che ti spennano. L&#8217;equo canone non esiste più, adesso si chiama &#8220;canone concordato&#8221; e vale solo per le città ad alta densità abitativa; capire quale sia questo canone è un&#8217;impresa, e non ho mai conosciuto nessuno che sia riuscito a firmare un contratto a canone concordato&#8230; ma poi, perché uno dovrebbe affittare a canone concordato a 500 euro quando legalmente può fare un contratto libero e affittare la sua topaia a 8-900 euro?<br />
Insomma, cercare casa a Milano è difficile!<br />
Fortunatamente un ignoto benefattore ci è venuto in aiuto disegnando una mappa delle varie zone della città:</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/02/76862_1586717761860_1653276282_1360927_5174033_n.jpg"><img style="border: 1px solid #D5E6AC; padding: 3px" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2011/02/76862_1586717761860_1653276282_1360927_5174033_n-150x150.jpg" alt="Milano" title="Milano" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-324" /></a></p>
<p>Giusto qualche esempio di zone riportate sulla mappa:<br />
- <strong>studenti dalla bassa terronia</strong>: è una delle zone più belle di Milano, ma anche una delle più care. Le case sono solitamente molto piccole, palazzi d&#8217;epoca ristrutturati in modo da ricavare un sacco di monolocali o bilocali; case microscopiche e muri sottilissimi, vi capiterà di apprezzare le diverse tonalità di rutto del vicino di sopra, la voce melodiosa degli egiziani che videochiamano sul pianerottolo alle 2 di notte, le amabili scaramucce dei fidanzatini di fianco (lei: &#8220;ecco, tu hai sempre il cliché della fidanzata spaccamaroni&#8221; lui: &#8220;che cazzo è un cliché?&#8221;) e le urla della studentessa bassoterrona due appartamenti più in là che tromba col fidanzato, bassoterrone anche lui. I contratti di affitto sono lunghi come un paio di volumi della Treccani, e regolano ogni aspetto del rapporto di locazione: niente chiodi, puntine o adesivi sui muri, sia mai che al bassoterrone (nel senso di &#8220;molto terrone&#8221;, ma anche di &#8220;terrone basso&#8221;) venga voglia di appendere un calendario, un quadro della propria terra natia o una ventosa per gli asciugamani; è severamente vietato inoltre subaffittare ad altre persone (ma in 18mq che te subaffitti?); il padrone di casa ci tiene tuttavia a rassicurarvi precisando che potrete ospitare &#8220;amici e congiunti&#8221;, quindi sentitevi liberi di dare ricevimenti, feste da ballo, congressi o serate di bunga bunga nei vostri 18mq. Se siete fortunati vi capiterà anche il contratto con fideiussione, è un meccanismo geniale: pagate (sui 6-700€ all&#8217;anno di solito) per garantire che siete in grado di pagare (!).<br />
Prezzi della zona: dai 700€ minimo (+ spese varie) agli 8-900, per un monolocale. Per bilocali e trilocali, dovrete mettere in conto di vendere uno o più organi sul mercato nero (si veda la zona nord della mappa suddetta).<br />
- <strong>depressione</strong>: zona &#8220;capolinea della metro rossa&#8221;, Bisceglie e dintorni. Il nome dice tutto: zona cementificata abbestia (si, tutta una parola e con due &#8220;b&#8221;) negli anni 70-80, paesaggio deprimente e nessuna attrattiva, ma siccome &#8220;c&#8217;è la metro&#8221; le case costano tanto comunque, i monolocali stanno tranquillamente tra i 600 e i 650 euro, più spese chiaramente. Giusto per completare il quadro, di recente si è scoperto che in quella zona ci sono terreni contaminati da rifiuti tossici, finiti nelle falde acquifere; non preoccupatevi, essendo l&#8217;acqua compresa nelle spese condominiali non dovrete pagarli a parte.<br />
- <strong>cattivi/coltello</strong>: è il noto quartiere Corvetto, da decenni famoso nelle cronache nere; è il primo quartiere che vi sconsigliano quando arrivate a Milano e cercate casa. Si, è la seconda cosa che vi dicono dopo che avete chiesto un &#8220;cornetto&#8221; al bar o una &#8220;busta&#8221; al supermercato e siete stati classificati come terroni. Nonostante ciò, anche qui un monolocale decente viene affittato tra i 600 e i 650€, e non è raro trovarne sui 700 e oltre; perché &#8220;siete a tre fermate da Porta Romana&#8221;, più o meno in centro, e &#8220;c&#8217;è l&#8217;autostrada&#8221; (dicesi sopraelevata che attraversa la piazza principale del quartiere).<br />
- <strong>puzza di gas</strong>: qui non ci sono mai stato, ma vista la precisione con cui l&#8217;ignoto benefattore ha delineato le altre zone di Milano mi fido ciecamente. Siamo praticamente fuori Milano, ma i prezzi non sono calati di tantissimo, a giudicare dagli annunci si scende di un 50-100 euro al massimo. La puzza di gas è gratuita e vi consente di ostentare nonchalance di fronte ad odori sgradevoli del vostro monolocale (disastri culinari, flatulenze, puzza di piedi, lettiera del gatto da cambiare), ma il combustibile vero e proprio, quello che vi serve per accendere i riscaldamenti e sopravvivere nella fredda Milano, ve lo dovrete pagare a parte.</p>
<p>Per chiudere e farsi due risate, due scene dal mitico film di Pozzetto alle prese con la ricerca di una casa a Milano <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/LwI_23pJtLk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/PH4ehLZSsWE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>&#8216;a Califà&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 20:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero piccolo e guardavamo il tg della sera, mio padre scherzava dicendo &#8220;se vinco ar totocalcio me faccio &#8216;a Maserati&#8221;. Non ha mai vinto. E se anche avesse vinto, non avrebbe mai speso soldi per una macchina, che continua a chiamare (poco) affettuosamente &#8220;il poggiaculo&#8221;. Il simpatico vecchietto qui sopra, per sua stessa ammissione, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-299" title="Califano" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2010/11/califano.jpg" alt="Califano" width="400" height="300" /></p>
<p>Quando ero piccolo e guardavamo il tg della sera, mio padre scherzava dicendo &#8220;se vinco ar totocalcio me faccio &#8216;a Maserati&#8221;.<br />
Non ha mai vinto. E se anche avesse vinto, non avrebbe mai speso soldi per una macchina, che continua a chiamare (poco) affettuosamente &#8220;il poggiaculo&#8221;. Il simpatico vecchietto qui sopra, <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_08/fegiz_califano_povero_eef56e6a-eb02-11df-bbbd-00144f02aabc.shtml">per sua stessa ammissione</a>, non si è mai fatto mancare nulla:</p>
<blockquote><p>In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l&#8217;obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all&#8217;Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente).</p></blockquote>
<p>Ora piange miseria perché, grazie ai diritti d&#8217;autore percepiti per le sue produzioni di inequivocabile valore artistico (!), è costretto a sopravvivere con appena 20.000 euro all&#8217;anno, quasi 1700 euro al mese.  Molto più dello stipendio di un impiegato medio, quasi il triplo della pensione del classico vecchietto col cappello, o il quadruplo delle paghette al nero di un precario in carriera.<br />
&#8216;a Califà&#8230; te ce manno io o ce vai da solo?</p>
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		<title>Germano Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 14:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ero ripromesso di non scrivere sul mio blog post che parlassero di politica, ma questa volta devo fare un&#8217;eccezione, anche se in questo caso la politica &#8211; nel senso reale del termine &#8211; c&#8217;entra ben poco. Dopo le scappatelle del papi, la statuetta del duomo, la casa di Montecarlo di Fini (di cui grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-272" title="Germano Berlusconi" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2010/10/germano_mosconi.jpg" alt="Germano Berlusconi" width="450" height="338" /></p>
<p>Mi ero ripromesso di non scrivere sul mio blog post che parlassero di politica, ma questa volta devo fare un&#8217;eccezione, anche se in questo caso la politica &#8211; nel senso reale del termine &#8211; c&#8217;entra ben poco.<br />
Dopo le scappatelle del papi, la statuetta del duomo, la casa di Montecarlo di Fini (di cui grazie alla stampa nostrana conosco l&#8217;arredamento meglio di quello di casa mia), l&#8217;attentato a Belpietro da parte di un terrorista armato di una pistola inceppata di chiara fabbricazione bolscevica (e ovviamente sobillato da &#8220;grillini&#8221; e &#8220;dipietristi&#8221;), ecco un nuovo scottante tema di interesse nazionale: il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-cavaliere-e-la-bestemmia/2135516">finale-bestemmia</a> di una barzelletta raccontata da Berlusconi. <span id="more-271"></span>Nella suggestiva cornice dell&#8217;Abruzzo post-terremoto, un Berlusconi sorridente e per nulla toccato dalle centinaia di morti e feriti causati dal sisma racconta una barzelletta ad un gruppo di militari. Il soggetto è, caso strano, Rosy Bindi: il protagonista della barzelletta (forse il cavaliere stesso? l&#8217;audio non è chiarissimo) deve volgere al maschile dei nomi di fiori che gli vengono detti; alla fine arriva da Rosy Bindi, &#8220;<em>un po&#8217; coperta nell&#8217;ombra&#8221;</em>, e sentendo dire &#8220;orchidea&#8221; dopo averla guardata risponde &#8221; &#8216;orcodio &#8220;! (seguono espressione di spavento di Berlusconi e grasse risate dei militari).<br />
Ora, la bestemmia in sé mi lascia totalmente indifferente, essendo ateo e non disdegnando il potere catartico di una sana bestemmia quando necessaria.<br />
Né mi impressiona particolarmente la scena, essendo abituato al livello infimo del protagonista e alle sue performance da liceale in gita scolastica durante cerimonie e vertici internazionali.<br />
Non mi stupisce neanche la mancanza di commenti (o le difese, come nel caso del mons. Fisichella) da parte dei piani alti del clero, che con questo individuo vanno a nozze da anni per motivi che nulla hanno a che vedere con la fede o con il cristianesimo.<br />
Mi lascia sconcertato invece vedere come una notizia così idiota abbia trovato ampio spazio su TG, siti di quotidiani e forum di discussione.<br />
Passano quasi del tutto inosservati i trascorsi giudiziari passati, presenti e futuri di Berlusconi (le notizie sui suoi processi sono relegate a qualche trafiletto o filtrate dall&#8217;informazione di regime); nessuno si scandalizza per il fatto che da anni sia sceso in politica unicamente per pararsi il culo, cercando di evitare a colpi di leggi e decreti tutte le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto; nessuno si scandalizza per il fatto che sia al centro di un conflitto d&#8217;interessi grande come una casa, che abbia definito Mangano un eroe e incitato all&#8217;evasione fiscale in diretta TV.<br />
Nessuno dice nulla anche per le continue aggressioni verbali e per le barzellette sulle donne che non rispettano i suoi requisiti per l&#8217;ingresso in politica (sostanzialmente tette grosse e bel culo, poi poco importa se <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/82179/zanicchi-detto-si-vivisezione/">non sanno neanche cosa votano</a>).<br />
La notizia importante è che ha bestemmiato. Il problema principale in questo momento è la bestemmia di Berlusconi.<br />
Chissenefrega dei problemi del paese, della corruzione alle stelle, dei servizi che non funzionano, delle strade piene di mondezza, della criminalità, dei 30enni precari a 200 euro al mese, dei 30enni non precari che lavorano sapendo che non avranno mai una pensione, dei miliardi di debito pubblico, dei prezzi alti, della crisi, di tutto: bisogna occuparsi della bestemmia di Berlusconi in questo momento!<br />
Del resto si sa che in Italia manca il benché minimo senso delle priorità, nei politici come nei cittadini; le uniche cose per cui ormai ci si indigna sono le bestemmie (meglio se dette nel reality show preferito) e la tessera del tifoso.<br />
Ma che ooooooooooooooooooooh!!</p>
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		<title>Torneresti a Roma?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 22:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; la domanda più gettonata durante le mie discese nella capitale, superando nettamente il &#8220;ti sei fidanzato?&#8221; e battendo al photofinish il &#8220;ti bastano i soldi per arrivare a fine mese?&#8221;. Ultimamente ci ho riflettuto parecchio, forse perché sono quasi due anni che sono qui, forse per i discorsi di un mio collega che dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-254 bordered" title="Torneresti a Roma?" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2010/09/roma_pantano.jpg" alt="Torneresti a Roma?" width="450" height="282" /></p>
<p>E&#8217; la domanda più gettonata durante le mie discese nella capitale, superando nettamente il &#8220;ti sei fidanzato?&#8221; e battendo al photofinish il &#8220;ti bastano i soldi per arrivare a fine mese?&#8221;.<br />
Ultimamente ci ho riflettuto parecchio, forse perché sono quasi due anni che sono qui, forse per i discorsi di un mio collega che dice di non rimpiangere affatto la Calabria, o forse per le frasi dei miei vecchietti che, sebbene speranzosi di rivedermi di ritorno un giorno o l&#8217;altro, si sono accorti che non torno volentieri a Roma e hanno concluso che &#8220;sto meglio di là&#8221;.<span id="more-253"></span><br />
La risposta farà probabilmente inorridire i miei 2,5 lettori, che mi insulteranno al grido di &#8220;Roma capitale, Milano succursale&#8221;, &#8220;i panzerotti fanno schifo&#8221;, &#8220;noi c&#8217;avemo er colosseo&#8221; e &#8220;i navigli sono solo dei rigagnoli&#8221;: no.<br />
O quantomeno: molto probabilmente no. Per il momento no.<br />
Non avrei mai immaginato che mi sarei trasferito a Milano, né tantomeno che un giorno avrei scritto un post del genere.<br />
La decisione di andarmene è stata presa d&#8217;impulso, un&#8217;offerta di lavoro da accettare/rifiutare in pochi giorni e un periodo abbastanza deprimente con tanta voglia di cambiare aria. I motivi sono diversi, se dovessi elencarli tutti forse potrei scriverci un libro, ma proverò ad elencarne qualcuno.</p>
<p><strong>Lavoro</strong>: è il motivo principale per cui me ne sono andato da Roma, ed è probabilmente il principale per cui rimango a Milano. Non che qui sia tutto rose e fiori, ma da questo punto di vista le differenze sono veramente abissali. C&#8217;è più lavoro, meglio pagato, esistono addirittura dei contratti e la gente non ti ride in faccia se fai qualche lavoro chiedendo la ritenuta d&#8217;acconto.<br />
Se fossi rimasto a Roma a quest&#8217;ora sarei indubbiamente disoccupato, tra un lavoro saltuario e l&#8217;altro, sottopagato e al nero, a mandare CV a gente che non ti risponde, e ad aspettare misteriosi contratti e assunzioni che non arrivano mai (e se arrivano, arrivano con stipendi da fame).</p>
<p><strong>Vivibilità della città, trasporti ed efficienza</strong>: la foto che ho scelto per il post (Ferrovia Roma-Pantano fine anni 80/inizio 90, per i non-romani) non è casuale: metà del tempo che ho trascorso a Roma è stato sicuramente speso sui mezzi pubblici. A Milano ti abitui ad attraversare in metro la città in poco più di mezz&#8217;ora, autobus e tram hanno tempi di attesa umani e non sono strapieni come carri bestiame, e abitando quasi fuori Milano impiego solo un quarto d&#8217;ora per arrivare in centro. Sinceramente non rimpiango affatto la Roma-Pantano sporca, lenta e strapiena anche alle 6 del mattino, i 55 minuti di attesa del 558, e l&#8217;attesa della 7°/8° metro A perché quelle prima erano talmente piene che non si chiudevano le porte. In generale la città è più vivibile, più pulita e i servizi sono mediamente più efficienti di Roma.</p>
<p><strong>Serietà della gente e rispetto delle regole</strong>: non che a Milano manchino gli stronzi, anzi, ma tendenzialmente la gente è un po&#8217; più civile e rispettosa delle regole. Diciamo che per certi versi si collega al punto 1 (lavoro). Chiunque abbia vissuto in una città del nord per più di qualche settimana vi dirà la stessa cosa.</p>
<p><strong>Libertà nello stare da solo</strong>: vabbè, questo non è mai stato un mistero, non vedevo l&#8217;ora di andarmene da casa; il solo pensiero di ritornare a vivere con la famiglia, a cui pure voglio bene, mi fa rabbrividire <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Bellezza della città</strong>: Roma è una delle città più belle del mondo, e ovviamente paragonata a Milano vince a mani basse. Detto questo, Milano non è malvagia: l&#8217;avevo sempre immaginata come una città grigia, triste e pallosa, ma devo dire che abitandoci non è poi così male ed è molto lontana dai luoghi comuni che la caratterizzano. Il clima sì, è una merda, in questo i romani hanno ragione da vendere: fredda e piovosa d&#8217;inverno, caldissima e piena di zanzare d&#8217;estate. Spezzo invece una lancia in favore della neve: rende complicati gli spostamenti ma ha il suo fascino, specie se osservata dalla finestra chiusi in casa con i riscaldamenti a cannone <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Cosa mi manca di Roma</strong>: beh, parecchie cose. Il clima, la luce, la bellezza della città, il verde e quegli angolini di paese che vedi in certe zone di Roma, la sensazione di aver cambiato città semplicemente spostandosi da un quartiere all&#8217;altro, la sensazione che si prova rientrando a Roma dalle vacanze; i sabati mattina in libreria, le passeggiate al centro, le gite fotografiche, gli amici che ormai ho perso di vista e le cene borsisti con scrocco di passaggio finale; la parlata della gente, i negozietti di quartiere dove tutti si conoscono, il poter dire &#8220;caffè e cornetto&#8221; al bar o &#8220;me dai &#8216;na busta&#8221; al supermercato (a Milano: &#8220;brioche&#8221; e &#8220;sacchetto&#8221;, ndr); le pappardelle al ragù di cinghiale di Burro &amp; Sugo e la piadineria su Via Ostiense; il poter dire &#8220;ho fatto tardi per colpa del traffico&#8221;, e sapere che l&#8217;altro è più in ritardo di te; il mare e i pomeriggi a Ostia, questo mi manca veramente tantissimo&#8230;</p>
<p>Che dire? Le cose che ho elencato nell&#8217;ultimo punto sarebbero sufficienti a far desistere qualunque romano dall&#8217;idea di andar via&#8230; eppure non bastano a farmi ritornare, non stabilmente perlomeno. Diciamo che tutto sommato mi piace ritornare a Roma per le vacanze, ma che per il momento non ci ritornerei a vivere. Forse sarò cambiato io, forse ho altre priorità, forse sono uno di quelli che appena cambia città si adatta subito alla nuova, forse sarò diventato &#8220;più milanese&#8221; come dice mia sorella, forse mi starò &#8220;milanesizzando&#8221; e diventerò uno di quei fissati col Blackberry in mano alle 7 del mattino (no, questo spero proprio di no), o forse ci devo ancora riflettere meglio&#8230;</p>
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		<title>Ottanta voglia di te</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 23:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Come concludere degnamente una giornata iniziata con mancata sveglia e conseguenti preparativi in stile Fantozzi, stress lavorativo, temperature tropicali? Guardando il programma "Mitici 80's" su Italia Uno!
Dato che mi appresto a diventare uno di quei 30enni nostalgici che alle cene con amici frantumano i coglioni ricordando gli anni che furono, ho deciso di guardarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-203" title="Back to the 80s" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2010/07/4462.jpg" alt="Back to the 80s" width="396" height="396" /></p>
<p>Come concludere degnamente una giornata iniziata con mancata sveglia e conseguenti preparativi in stile Fantozzi, stress lavorativo, temperature tropicali? Guardando il programma &#8220;Mitici 80&#8242;s&#8221; su Italia Uno!<br />
Dato che mi appresto a diventare uno di quei 30enni nostalgici che alle cene con amici frantumano i coglioni ricordando gli anni che furono, ho deciso di guardarlo.<span id="more-201"></span><br />
Il programma, prodotto da Studio Aperto (!) e News Mediaset, si propone di fare un confronto tra gli anni 80 ed oggi, in vari ambiti. Conduce la mitica Sabrina Salerno, impacchettata in un abitino argentato stile domopak e un po&#8217; meno brillante del solito: peccato, perché in genere nelle trasmissioni in cui si parla di anni 80 risulta sempre abbastanza simpatica&#8230; La supportano Melita Toniolo (vestita da Wonder Woman) e Raffaella Fico (svestita e basta).<br />
Subito le buone notizie: si inizia parlando di tette, si finisce parlando di tette, durante tutto il programma si parla di tette, e le conduttrici mostrano le tette.<br />
Poi quelle cattive: nel programma c&#8217;è poco e nulla di anni &#8217;80. Niente musica, niente cinema, niente spot, niente ricordi, niente emozioni di quegli anni: si introduce la persona o l&#8217;argomento e poi via al servizio sul &#8220;come siamo ora&#8221;. Qualche accenno solo prima dei (numerosi) lanci di pubblicità, ricordando prodotti o slogan anni &#8217;80, con Sabrina che lancia la pubblicità con un &#8220;Ottanta voglia di te&#8221;. Qualche secondo di successi anni &#8217;80, al rientro dalla pubblicità, ma giusto per far fare karaoke e balletto a Sabrina.<br />
Il confronto tra gli anni &#8217;80 e ora è impietoso. Si inizia con un servizio sul boom delle maggiorate negli anni &#8217;80, raffrontate al silicone attuale (Cristina Dal Basso). Nel secondo servizio Melita entra in una cabina telefonica, ne esce vestita da Wonder Woman e si mette alla ricerca di una nuova Naomi Campbell.<br />
Nel terzo servizio si inizia a fare sul serio: confronto tra l&#8217;Ibiza di Sandy Marton e quella attuale. Uno si immagina un posto divertente, estate, sole, mare, musica, pischelle di facili costumi, come nei video di &#8220;People from Ibiza&#8221; o &#8220;Holiday night&#8221;; ne esce fuori un&#8217;isola in cui l&#8217;unica attrattiva sono le discoteche, feste in piscina con gente che tira coca dal display dell&#8217;iPhone alle 5 del pomeriggio, after hours proibiti dalla polizia per il casino generato, dj che ammettono candidamente che è meglio suonare per gente strafatta, direttori dei locali che proibiscono alle tv di fare riferimenti a droghe e/o di fare primi piani di locali e clienti (forse per l&#8217;alta probabilità di beccarne qualcuno sfatto come una zucchina?). Le pischelle di facili costumi abbondano, ma forse te la danno perché stanno talmente fuori da scambiarti per qualche personaggio famoso.<br />
Si va avanti con servizi sul gossip anni &#8217;80/attuale (soffermandosi sull&#8217;avvocato Agnelli &#8211; pace all&#8217;anima sua &#8211; che nel 1980equalcosa si tuffò nudo dalla barca), sul porno (intervista a Cicciolina), sul rapporto tra giovani e sesso (soliti pirla &#8211; accuratamente selezionati &#8211; messi a rispondere a delle domande davanti alla telecamera, che iniziano a vantarsi delle robe più improbabili) .<br />
Altro piatto forte della serata: servizio su truzzi ed emo nella capitale. Vengono intervistati alcuni ragazzi (con immagini sfumate e voce camuffata in stile pentito di mafia) che confessano di spendere 3-400 euro in pochi minuti, e poi qualche scambio di battute tra esponenti delle due scuole di pensiero, il tutto in un clima di discussione pacata e civile (&#8220;truzzi al rogo&#8221;, e &#8220;questi so la razza più brutta del mondo, nun se possono vedé&#8221;). Nessuno riesce a produrre frasi di senso compiuto, ed è difficile dire chi sia peggio: nel dubbio metterei una zappa in mano ad entrambi.<br />
Si chiude in bellezza con Francesca Cipriani (la tettona di &#8220;La pupa e il secchione&#8221;) che, prelevata da un&#8217;improbabile mansarda, viene messa sul set e truccata per ri-scattare foto famose di star anni &#8217;80 come Samantha Fox e Bo Derek. Seguono stampa delle foto e interviste ad alcuni ometti in San Babila per sincerarsi della riuscita dell&#8217;esperimento; ovviamente tutti dicono di si, e che anzi è meglio degli originali&#8230;<br />
La mia coetanea siliconata farebbe bene ad accorgersi che nonostante i ripetuti tagliandi dal chirurgo estetico non ha neanche un decimo della classe di Samantha Fox e della stessa Sabrina Salerno, ma vabbè.</p>
<p>In conclusione: programma abbastanza scialbo, senza arte né parte, si fa guardare ma non dice niente di che. Unico successo raggiunto è probabilmente quello di far diventare i nostalgici degli anni &#8217;80 come me ancora più nostalgici, ma forse più per la tristezza del panorama attuale che per merito del programma in sé.</p>
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		<title>10 years ago</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 12:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che su Twitter e sui vari social network va di moda il giochino dei &#8220;10 years ago&#8221;, mi butto anche io Un po&#8217; di ricordi, in ordine sparso: - avevo (quasi) 16 anni, vivevo a Cori (LT) e facevo il liceo classico a Latina - si, ero burino mi alzavo alle 6 per andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-153" title="2000 lire" src="http://blog.pierino84.com/wp-content/uploads/2010/01/2000lire.jpg" alt="2000 lire" width="300" height="150" />Visto che su Twitter e sui vari social network va di moda il giochino dei &#8220;10 years ago&#8221;, mi butto anche io <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Un po&#8217; di ricordi, in ordine sparso:</p>
<p>- avevo (quasi) 16 anni, vivevo a Cori (LT) e facevo il liceo classico a Latina<br />
- si, ero burino <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  mi alzavo alle 6 per andare a scuola, e l&#8217;autolinea, il &#8220;Distretto&#8221; e il Bar Ariston erano i luoghi più familiari<br />
- le entrate alla seconda ora per saltare le interrogazioni, tirando fuori la scusa del pullman rotto<br />
- la mia massima aspirazione era andare a vivere in una grande città, possibilmente di mare<br />
<span id="more-152"></span>- me sentivo na cifra figo perchè avevo appena cambiato taglio di capelli e modo di vestire e avevo smesso da 6-7 mesi di portare l&#8217;apparecchio fisso :p<br />
- avevo creato il mio primo sito internet e mi gasavo ogni volta che veniva recensito su qualche rivista o da qualche altro sito<br />
- iniziavo a navigare su internet, col 56k e stendendo 15 metri di filo dal mio pc all&#8217;unica presa della casa<br />
- mia madre mi accompagnava alla fermata dell&#8217;autobus e mi dava la favolosa cifra di 1000 lire per la merenda <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
- andavo in palestra (!)<br />
- ero un fan sfegatato di Gigi D&#8217;Ag (avevo i due CD &#8220;Chanson for the beats&#8221; e &#8220;Chanson for the heart&#8221; ) ma odiavo gli Eiffel 65; mi ricordo &#8220;Disco Down&#8221;, &#8220;My heart goes boom&#8221;, &#8220;Never meet again&#8221;, &#8220;Turn around&#8221; e &#8220;Magic Feet&#8221;<br />
- la musica (di qualunque genere) era molto più bella<br />
- iniziavo a guardare &#8220;Un posto al sole&#8221;!!! <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
- mia madre, parlando con mia zia, diceva che &#8220;stavo cercando di mettermi in comunicazione con Paolo&#8221; (mio zio che sta in America) e io mi ammazzavo dalle risate perché stavo semplicemente mandando un&#8217;email<br />
- le giustificazioni con scritto &#8220;motivi di famiglia&#8221; o &#8220;indisposizione&#8221;<br />
- guardavo gli Europei, e mi incazzavo perché avevamo perso negli ultimi 20 minuti della finale<br />
- &#8220;Il grande Meaulnes&#8221; da leggere per le vacanze, gli approfondimenti sugli acquedotti romani e l&#8217;interrogazione in cui tutti crepavano dalle risate perché avevo la cerniera aperta<br />
- compravo il mio primo cellulare, un Trium Galaxy con l&#8217;antennona estraibile, e ce l&#8217;avevo sempre in mano per vedere quanto prendeva<br />
- facevo gli squilletti agli amici<br />
- ero uno dei pochi fortunati col masterizzatore e spacciavo CD masterizzati in società con un mio amico (per la polizia postale che legge: no, scherzavo <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  )<br />
- litigavo di continuo con i genitori<br />
- partecipavo alla vendemmia e alla raccolta delle olive, trascinando rami, sacchi e bidoni enormi (&#8220;biunzi&#8221; in dialetto, ndr)<br />
- il sabato pomeriggio registravo la classifica di RDVS (Radio Delta Velletri Stereo)<br />
- sbavavo per una che non mi si filava per niente, e che di lì a poco cambiò casa, scuola e numero di cellulare; in compenso dopo 10 anni mi ricordo ancora i suoi due numeri di telefono a memoria <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
- mi incazzavo con mia madre perché avvolgeva la merenda nella busta della pasta, mentre i miei compagni avevano il panino avvolto nella carta argentata <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
- la mitica gita in Sicilia del 5° ginnasio: il casino sulla nave con la radio a palla, Palermo, Agrigento, la Valle dei Templi, la cucina siciliana, le granite, la colazione con succo di pompelmo,  le prime serate in discoteca, lo stare stesi a prendere il sole dopo pranzo a Siracusa, la rissa quasi sfiorata in una sala giochi e una mucchina di peluche comprata come regalo per la ragazza di cui sopra <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
- i primi mesi di liceo, e l&#8217;inizio di una lunga serie di 3 in matematica :p<br />
- pesavo 20 chili in meno, e mia madre mi diceva che ero un &#8220;mucchietto d&#8217;ossa&#8221;<br />
- il pacchetto coloratissimo della scheda Blu, la scritta &#8220;I 98&#8243; sui vecchi cellulari e la pubblicità della Blu Connect con la mamma che lega il bimbo sul seggiolino<br />
- il cash display della Omnitel, gli sms, i loghi e le suonerie tutte gratuite<br />
- le serate passate a guardare il fuoco dal vetro della stufa a legna, e l&#8217;escursione termica di 10 gradi tra sala e camera<br />
- il viaggio in treno con davanti una tizia con due tette allucinanti, e mia madre che racconta a mia nonna &#8220;già guarda le ragazze&#8221;<br />
- le versioni di latino e greco, e il rosicare perché tutti avevano il GI mentre io avevo il Rocci<br />
- mia nonna che prima della partenza si mette a piangere e mi raccomanda di non frequentare cattive compagnie<br />
- mia nonna e basta<br />
- la mia sciccosissima maglietta azzurra della Gas, i pantaloni con le tasche della Pickwick e il bomber grigio con strisce bianche dell&#8217;Adidas<br />
- spingevo la Uno di mia madre quando non voleva partire<br />
- le visite da mia sorella a Roma, che abitava in una catapecchia al 6° piano senza ascensore<br />
- rosicavo perché gli altri avevano il motorino e io no<br />
- l&#8217;unica nevicata che ricordi nella mia perla dei monti Lepini<br />
- le banconote in lire, che sembravano veramente soldi<br />
- il casino di Roma durante il Giubileo</p>
<p>&#8230;.e tante altre cose, meglio fermarsi <img src='http://blog.pierino84.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Voi miei 2,5 lettori che ricordi avete?!?</p>
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